martedì 30 aprile 2013

RECENSIONE: The Selection di Kiera Kass

Buondì! 
Lo so, ormai comincio quasi ogni mio post con questa frase: 'so di essere sparita, perdonatemi etc., etc.'
Questa volta però è per colpa di una cosa seria che non sto a spiegarvi per due motivi principali, primo perché non mi sembra il luogo adatto per parlare di certe cose, e secondo perché non voglio rattristarvi, su questo blog non c'è spazio per la tristezza. 
Per la rabbia si, vista la recensione che mi tocca farvi leggere, ma per la tristezza no :D
Titolo: The Selection
Autore: Kiera Kass
Casa Editrice: Sperling&Kupfer
Anno Pubblicazione: 2013
Prezzo: 17,90 €
Pagine: 312 ca.
ISBN: 978882005398


Uno spettacolo sfavillante come un diamante. Una competizione feroce come la vita. Un gioco pericoloso come l'amore. 
Molti anni dopo la Quarta guerra mondiale, in un Paese lontano, devastato dalla miseria e dalla fame, l'erede al trono sceglie la propria moglie con un reality show. Spettacolare.
Così, per trentacinque ragazze la Selezione diventa l'occasione di tutta una vita. L'opportunità di sfuggire a un destino di fatica e povertà. Di conquistare il cuore del bellissimo principe Maxon, e di sognare un futuro migliore. Un futuro di feste, gioielli e abiti scintillanti. Ma per America Singer è un incubo. 
A sedici anni, l'ultima cosa che vorrebbe è lasciare la casa in cui è cresciuta per essere rinchiusa tra le mura di un palazzo che non conosce ed entrare a far parte di una gara crudele. In nome di una corona - e di un uomo - che non desidera. Niente e nessuno, infatti, potrà strapparle dal cuore il ragazzo che ama in gran segreto: il coraggioso e irrequieto Aspen, l'amico di sempre, che vorrebbe sposare più di ogni altra cosa al mondo. Poi, però, America incontra il principe Maxon, e la situazione si complica. Perché Maxon è tutto ciò che Aspen non sarà mai: affascinante, gentile, premuroso e immensamente ricco. E può regalarle un'esistenza che lei non ha mai nemmeno osato immaginare? 
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RECENSIONE

NO
Questa è la parola che ho ripetuto più spesso leggendo questo libro. 
La prima cosa che invece ho pensato una volta chiuso il libro, una volta conclusa l'ultima pagina è stata: 'Menomale che non mi ha fatto perdere troppo tempo'.
Ammetto le mie colpe, ovvero di essere partita con le peggiori aspettative per questo libro, ma a mia discolpa c'è da dire che se di mio sono partita con una sorta di senso critico amplificato, Kiera Kass non ha fatto - o per meglio dire scritto - nulla per farmi ricredere
La prima nota di demerito va alla definizione distopico. Questo libro è considerato, catalogato e quindi venduto nella sezione dei libri di genere 'distopico'. Ora, non so cosa intende il resto del mondo per distopico, ma io The Selection non lo paragonerei mai a un 'Delirium' o 'Divergent' per rimanere sui più letti ultimamente, o ad un 'Fahrenheit 451' di Bradbury. 
NO
Parola che continuo a ripetere perché non ci siamo. Sono la prima che legge i romanzi rosa, chick-lit etc, ma se mi si prende in giro non ci sto. 
L'inserimento di questo libro nel genere distopico è chiaramente, a mio parere, una mossa prettamente commerciale, considerato il successo che sta avendo questo genere negli ultimi tempi. Perché scusate, ma per me un gruppo di persone divise in 'caste' in un futuro non meglio precisato, senza un minimo accenno sul perché e il percome si sia arrivati ad avere una società ridotta in quel modo, NON SI PUO' DEFINIRE DISTOPICO.
La trama è molto, ma molto, ma molto (ho già detto molto?) semplice. 
Lo scenario è un mondo distopico che, successivamente alla quarta guerra mondiale (scoppiata chissà dove, chissà come e chissà perché. Per non parlare della terza) è stato suddiviso in 8 caste. I membri della casta UNO sono i reali, quindi Re, Regina e Principe, con annessi e connessi, ovvero parenti di lei, di lui etc. 
Dal DUE in poi si scende in tutti i campi, ovvero i membri delle caste hanno meno soldi, fanno lavori più umili fino ad arrivare agli OTTO, ridotti in fin di vita, praticamente. 
Qui una piccola griglia delle Caste e dei rispettivi membri (griglia tradotta da QUESTO sito, che ringrazio)

UNO:
Famiglia reale e figure religiose. Maxon e la sua famiglia ne fa parte. 
DUE:
Celebrità. Include altleti, modelle/i e militari. Celeste è una DUE e fa la modella.
TRE:
'Le grandi menti'. Inventori, scrittori, insegnanti.
Tutte le partecipanti alla selezione diventano automaticamente delle due, a meno che non siano di nascita delle DUE. 
QUATTRO:
Mercanti e agricoltori. Il fratello di America e Anna Farmer ne fanno parte.
CINQUE:
Artisti. Include attori/trici di teatro e musicisti classici. America e la sua famiglia fanno parte di questa casta. 
SEI:
Domestici. Include segretarie e cameriere. Aspen e la servitù del palazzo sono dei SEI.
SETTE:
Addetti al lavoro manuale. Include muratori, netturbini, addetti alle escavatrici, etc. 
OTTO:
'Gli intoccabili'. In una scena eliminata dal capitolo 8 viene spiegato che gli appartenenti a questa casta sono orfani, gente che non può dimostrare di appartenere a una casta differente, persone con handicap, tossicodipendenti etc. Vengono abbandonati per strada a mendicare. 

America è, appunto, una Cinque. Una cantante come la sua famiglia, fa fatica ad avere un pasto caldo a fine serata.
'La Selezione', però, arriva per tutte le ragazze, a prescindere dalla casta, e quindi anche ad America arriva la lettera di partecipazione alle 'selezioni' per 'La Selezione'. La Selezione consiste nel riunire 35 ragazze scelte tra il popolo all'interno del palazzo reale, dove il principe sceglierà, tra di loro, la sua futura moglie e, quindi, futura regina.
America però non è interessata. Lei è innamorata di Aspen, un SEI, quindi di casta inferiore alla sua, con cui si vede di nascosto la notte nella casa sull'albero vicino casa sua.
Il loro è un amore impossibile, la madre di America la pressa affinché lei proponga la sua candidatura alla selezione e la ragazza cede, si iscrive e, inaspettatamente, viene 'presa'.
America parte con le peggiori aspettative, ma dovrà ricredersi una volta conosciuto il principe Maxon, tutt'altro che il bambolotto che credeva di vedere in televisione.
Quindi, la trama sembra abbastanza semplice e, da un certo punto di vista, anche piuttosto prevedibile.
Sappiamo già che America si innamorerà di Maxon, o se non si innamorerà capirà che è un bravo ragazzo e inizierà a provare dei sentimenti per lui.
Quindi il triangolo è assicurato.
Sappiamo anche, leggendo qualche intervista e leggendo il retro di copertina che, A) è il nuovo Hunger Games, solo senza sangue e B) l'autrice sembra essersi ispirata al medesimo libro nella stesura del libro.
La cosa triste, però, è che l'ispirazione è piuttosto palese durante la lettura delle prime pagine del libro.
Conosciamo America che, essendo una CINQUE non riesce ad arrivare a fine serata con un pasto caldo ma che può permettersi una domestica ogni tanto (Si, c'è una contraddizione). Conosciamo la sua sorellina che a me, chissà com'è, ricorda tanto Prim, sorellina di Katniss di HG. La Kass parla poi di Aspen, che secondo la descrizione, è un giovanottone, un SEI, il padre è morto e lui lavora come un mulo per sfamare la madre e i fratellini. Ditemi, a voi non ricorda un po' Gale, il migliore amico di Katniss di Hunger Games? A me pare.
Naturalmente possono essere coincidenze, naturalmente.
Oltre a questo, comunque, ci sono altri motivi per cui il romanzo non mi è piaciuto.
La nostra America, che dovrebbe rappresentare Katniss in HG, ha tutte le caratteristiche che Katniss non ha (che è il motivo per cui Katniss era una bella protagonista e America non lo è), è una ragazzina che si piange addosso e senza carattere.
Il resto dei personaggi, oltre a quelli principali(ssimi) viene caratterizzato poco e niente, tanto che ti scordi i nomi di quasi tutti a parte quelli di America, Maxon e Aspen, anch'essi, pur essendo principali, poco caratterizzati. Tenuti sul superficiale e sul banale andante.
Poca caratterizzazione anche per ambientazioni, periodo storico e motivi che hanno portato alla società in cui è ambientato il libro. Sappiamo che siamo divisi in caste a seguito della quarta guerra mondiale, sappiamo che, durante lo svolgimento della storia, dei ribelli fanno irruzione (o tentano di) all'interno del palazzo reale ma non sappiamo ne chi sono ne tanto meno quali sono le motivazioni che li spingono a fare i ribelli.
Il libro è quasi completamente incentrato sul triangolo amoroso, perdendo così di vista le dinamiche interne della selezione, parlando poco e niente delle altre 35 partecipanti, a parte per quelle 2/3 delle quali si legge più spesso il nome (alcuni nomi-esempio: Marlee: la migliore amica di America all'interno della selezione che tanto migliore amica non è/ Celeste: l'antagonista per eccellenza di tutte le partecipanti alla selezione).

Detto questo, le basi per scrivere qualcosa di piacevole c'erano. Semplicemente, a mio parere, sono state sfruttate male e,soprattutto, il libro parte con il piede sbagliato. Inserire un libro romance all'interno di uno scenario distopico non lo rende tale. Partire con una frottola non aiuta il lettore ad avere tanta fiducia nel libro e  nella credibilità della scrittrice.

Due stelline, perché alla fine, se fosse stato un libro romance/rosa/chick-lit (non conosco il termine esatto), magari non mi sarebbe nemmeno dispiaciuto troppo.
Il libro fa parte di una trilogia, a quanto pare.
Il secondo, The Elite (capirete il titolo a fine libro primo), è uscito pochi giorni fa in America e ha data di uscita ignota in Italia.
Il terzo ha anche il titolo ignoto.
In America è stata pubblicata in versione ebook una novella PREQUEL, chiamata The Prince, che parla della famiglia reale prima delle vicende accadute nel primo libro 'The Selection'.

Punto a favore: la copertina è proprio carina!

Il libro l'ho letto seguendo il gruppo di lettura di Denise del blog Reading is Believing, che ringrazio per la bella esperienza as always, perché è sempre bello demolire un libro tutti insieme ahah
Vi consiglio anzi di partecipare al suo nuovo gruppo di lettura, le iscrizioni sono aperte fino al 1 maggio, quindi affrettatevi! Il libro da leggere è 'Under the never sky' di Veronica Rossi. CLICCATE QUI!

Ditemi, a voi è piaciuto questo libro? Ditemi la vostra! 
Un bacio, Sonia

13 commenti:

  1. a me invece è piaciuto, concordo su motli punti della recensione, anch'io ho notato le somiglianze con gli Hunger. nonostante ciò mi è piaciuto e ho preso the prince ed Elite(in lingua) che sto leggendo in questi giorni...a me non è pesato tanto il triangolo amoroso anche perchè i due uomini si ritrovano sullo stesso terreno,diciamo così, solo alla fine..o sto impazzendo io...mah:)

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    1. il triangolo amoroso è presente in più o meno tutti gli YA e in gran parte degli altri generi, e ti posso assicurare che a me piace sempre e comunque perchè fangirlo come un'ossessa dietro l'una o l'altra coppia, però in questo caso ho notato che era tutto incentrato sul triangolo.
      Il fatto che i tre personaggi siano 'nello stesso luogo' solo alla fine del romanzo non lo rende meno presente.
      Perchè anche se Aspen è arrivato negli ultimi capitoli a palazzo abbiamo avuto modo di leggere cosa pensasse America per tuuuttoo il libro.
      Purtroppo a mio parere è una delle pecche del discorso in prima persona. Se non lo si gestisce bene finisce per diventare un racconto esageratamente introspettivo nei pensieri del/la protagonista.
      A mio parere non è semplice scrivere un romanzo in prima persona, seguendo la storia secondo ciò che la protagonista vede e pensa.

      Detto questo il libro - se non fosse stato infilato nel distopico a caso - non sarebbe stato nemmeno malaccio. Ma come ho detto, se parti con una frottola non finisce bene.

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  2. L'altro giorno quando sono andata a spedirlo la posta l'impiegata l'ha visto e ha detto "oh ma che meraviglia" peccato che di fantastico il libro abbia solo quello X°D
    Concordo in tutto <3

    Grazie anche per la pubblicità *-*

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    1. ahah Si la copertina è indiscutibilmente molto bella! Anche quella del secondo mi piace tanto! Forse più di questa, per il rosso <3

      Figurati cucciola :D

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  3. Sonia, sono perfettamente d'accordo con te su quasi tutto... L'unica su cui non sono d'accordo è America. Nel senso che a me come personaggio è piaciuto, io l'ho trovata motivata e soprattutto fedele a sé stessa (in particolar modo alla fine, infatti nella mia rece ho aggiunto mezzo punto proprio per una scena finale).
    Ma per il resto è tutto verissimo, anch'io sono partita con aspettative molto basse, ma se possibile, si sono abbassate ancora di più durante la lettura....

    Un bacione Sonia, e spero che ora vada un po' meglio <3

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    1. Si dai, America alla fine non è proprio orrendissima come personaggio.
      Il fatto è che quando si scrive una recensione non proprio positiva si tende ad arrabbiarsi un po' per tutto ahah
      Dopo vado a vedermi la tua recensione, son curiosa :D

      p.s. Purtroppo no, da quando ho scritto questo post le cose sono andate peggiorando :(
      Speriamo bene!
      Grazie mille per l'interessamento cara <3

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    2. Oh ti capisco bene, alcune volte mi verrebbe voglia di strapparmi i capelli per la rabbia. Con The Selection, mentre scrivevo la rece, io prendevo in mano il libro e lo guardavo e parlavo con lui xD
      Gli dicevo: "Perché, perché sei scritto così? Perché la tua storia è così"... ecc ecc
      xD

      Sonia, so che non è il posto migliore, ma se hai bisogno anche solo di due chiacchiere scrivimi, ci sono! <3

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  4. Io sono una delle poche a cui invece è piaciuto il libro ^_^ certo Aspen lo avrei fatto fuori però ho la speranza che possa avvenire nel secondo ;p

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    1. Hai visto l'attore che lo interpreterà? Ma che c'entra dico io xD
      Ahah poi fammi sapere se nel secondo lo seccano xD

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  5. Non ho ancora avuto il piacere di leggere questo libro, ma sento recensioni sempre più negative, che stanno disintegrando quella poca voglia di leggerlo!!!
    Se dovessi leggerlo, ti faccio sapere cosa ne penso!!!

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    1. Certo! Fammi sapere :D
      Anche se credo l'opinione rimanga sempre la stessa :S
      purtroppo parte con i presupposti sbagliati :(

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  6. La copertina è veramente stupenda, dovrebbero dare una percentuale dei diritti a chi l'ha realizzata, ha più merito dell'autrice per il successo delle vendite.

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    1. Vero!
      Magari più che percentuale diamo direttamente tutto a lei, va xD

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